giovedì, 03 dicembre 2009
Ci sono persone fermamente convinte che morire sia solo un evento transitorio.
Tu vivi la tua vita, cercando di dare il meglio di te in ogni cosa che fai, fino alla fine; fino a quando con un ultimo respiro, la tua anima raggiunge l'aldilà, ed ecco che per essa comincia un'esistenza infinita che la ripaga di tutto ciò che ha fatto quando era in vita.
Altre credono che la morte sia solo una punizione, un muro spesso e duro contro cui sei destinato ad andare, prima o poi; forse, queste persone, non si rendono conto che la morte non è il peggiore dei mali, anzi, talvolta può essere una liberazione, un traguardo che hai aspettato da tanto e che finalmente raggiungi.
Esistono persone a cui questa grazia non è stata concessa.
Una di queste persone, porta il nome di Jack.
Tutti avrete sentito parlare di questa leggenda, prima d'ora, vero? L'irlandese che ingannò il diavolo per due volte e che fu bandito dall'inferno, alla sua morte; la cosa eclatante è che non è del tutto una leggenda.
Anzi, a dire il vero, tutto questo è reale.
Jack è davvero esistito e se questo non basta, lasciate che vi racconti la sua storia;
Cento anni fa nasceva in Irlanda un bambino di nome Jack. Crebbe in una famiglia povera, ma molto unita; il padre, un fabbro, riuscì a tramandargli l'arte di lavorare il ferro e non appena raggiunse la maggiore età, Jack divenne il padrone effettivo della bottega.
Anche se maggiorenne, Jack non aveva ancora capito l'importanza del risparmio, così si fece prendere dalla smania del denaro ed incominciò a perdere il denaro di famiglia a furia di frequentare bordelli, locande e giocatori d'azzardo.
Un sera, si ritrovava alla locanda, a sorseggiare della birra; ad un certo punto gli si avvicinò un tale, che gli propose una partita di carte, con in palio la sua anima; se avesse perso, Jack avrebbe dovuto vendergliela.
Vinse con l'inganno ed il diavolo, che aveva imbrogliato anche lui, se ne andò indignato, giurando di tornare l'anno dopo. Così fece; tornò di nuovo, sicuro di vincere, stavolta. Tuttavia, la scena si ripeté e furioso Mefisto promise a Jack che non sarebbe finito all'inferno per nessuna ragione al mondo.
Il ragazzo, soddisfatto della vincita e della vittoria subita, festeggiò per tutta la notte.
Una settimana dopo fu investito da una carrozza senza conducente.
Non finì in paradiso, poiché la sua vita era stata tutto fuorché onesta; non finì neanche all'inferno, come da promessa. Lucifero in persona si presentò davanti alla porta dell'inferno, infierendogli una terribile maledizione che lo costrinse a tornare come anima sulla Terra.
La sua anima entrò in un corpo simile al precedente, ma molto più forte, disumano e soprattutto immortale: tutte qualità positive direte... Invece no. Se da una parte, poté considerarsi fortunato, dall'altra era costretto ad accettare tutto ciò che gli era stato obbligatoriamente offerto: anima e corpo erano completamente separati, perciò ogni dolore fisico non veniva percepito dall'anima. Allo stesso modo, il dolore morale non poteva essere esternato, quindi Jack, totalmente incapace di sfogarsi, dovette tenere dentro di sé tutta la rabbia per aver meritato un simile destino. Non aveva bisogno di cibarsi, di bere, ma non sentiva neanche il tocco sulla pelle, il sapore, il piacere fisico. Sarebbe vissuto per l'eternità senza poter avere un briciolo di soddisfazione, ma solo immagazzinando sentimenti su sentimenti, difficili da contenere tutti.
Sulla schiena era ricoperto di tatuaggi demoniaci, nel cui centro spuntava un'enorme bastone con una lanterna, con cui alimentava le notti buie.
Riuscì a tornare a casa, ma vide che il padre stava morendo di vecchiaia e la madre non riusciva a reggersi in piedi. Avendo visto il suo corpo umano senza vita, la sua famiglia era ormai convinta della sua morte e vedendolo arrivare a casa, si spaventarono non poco.
Dopo quell'episodio, Jack non poté fare a meno di rimanere sempre davanti alla finestra di casa, vedendo la sua famiglia invecchiare, morire... Uno dopo l'altro li guardò negli occhi mentre spiravano.
Era destinato a rimanere da solo, per l'eternità.
Finché...Finché non mi incontrò.
Io, Eva, una ragazzina odiata da coloro che ritenevo persone a me care, andai incontro ad un destino simile al suo: rimasi da sola. Decisi di seguirlo, sebbene questo sarebbe stato pericoloso per me. Nel corso dei secoli Jack divenne il bersaglio migliore dei cacciatori di taglie, che facevano a gara per chi gli avrebbe piantato più pallottole addosso. Si erano rivolti ad alchimisti, scienziati, profeti, nella speranza di trovare qualcosa che potesse ucciderlo una volta per tutte e riscuotere l'enorme somma sulla sua testa. Gli uomini sono stupidi...
Jack non può morire; è immortale. Tutto questo è un'inutile spreco di denaro, tempo e vite.
Da quando ci siamo incontrati sono già passati undici anni, io ne ho diciannove, ora. Jack è sempre uguale, non cambia di una virgola, ma vede me invecchiare. Sono sicura che quando spirerò, lui sarà lì, a guardarmi negli occhi...So che lo farò soffrire per l'ennesima volta e so che rimarrà ancora da solo.
Credo che si sia pentito di tutto quello che ha fatto...Stento quasi a pensare che fosse l'ubriacone scialacquatore da lui descritto; lui ora è cambiato...Anche se il suo volto non trasmette alcuna emozione, so che lui quelle emozioni le prova, ma le tiene dentro, le reprime. Non può piangere, arrabbiarsi o sorridere, ma ormai ho imparato ad intuire i suoi pensieri. Per me Jack è molto più espressivo di chiunque altro.
Questo era un piccolo omaggio a Fair Maids, fumetto che realizzerò solo quando ho finito gli altri progetti. Per il momento è in fase di sviluppo.
Lavoro ancora per il MICC che non raggiungerò in tempo. Faremo finta che è per il MICC, ma in verità la metto solo in rivista. Forse. ò__ò
Narrato dall'ormai orfana: NariShishitsu alle ore 23:12 |
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giovedì, 26 novembre 2009
Odio il tempo. Se ne va, sempre.
Manca poco alla scadenza del concorso e io sono indietrissimo. Non ce la farò di sicuro.
Ho troppoo da fare: scuola, video di mio padre, commissioni varie, problemi aggiuntivi, tra cui un affresco da realizzare.
Verrò pagata, non mi va di rimandare anche questo.
Così facendo, però, sacrifico il tempo da dare al MICC.
...
Che schifo.
Narrato dall'ormai orfana: NariShishitsu alle ore 17:25 |
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lunedì, 21 settembre 2009
Sabato le autorità hanno identificato il corpo
ritrovato sul monte Arafune, spazzando via le ultime speranze di ritrovare in vita
Yoshito Usui.
E' ora
confermato che si tratta dell'autore di
Shin-chan. Il cadavere è stato recuperato da un dirupo di circa 120 metri sotto una parete del monte Tomoiwa e trasportato in elicottero dalla polizia della prefettura di Gunma. Il mangaka si trovava nella zona per scalare il monte Arafune (1.422 metri), al confine tra le prefetture di Nagano e Gunma.
I familiari e il suo staff ne avevano perso i contatti da alcuni giorni, denunciandone la sparizione alle autorità. Il referto medico sul corpo ha rivelato che
Usui aveva i polmoni collassati e ferite multiple in tutto il corpo; il decesso sarebbe avvenuto nel pomeriggio del 11 settembre.
L'editore del magazine
Manga Town,
Futabasha, manifesta lo shock per la grande perdita: “Non ci sono parole per esprimere l'angoscia e il dolore dei suoi familiari, ma pregheremo per la sua felicità nell'Altro Mondo”. La rivista presenterà gli ultimi due capitoli inediti di
Shin-Chan fino al numero di dicembre.
Condoglianze anche dallo staff dell'anime in onda su
TV Asahi, che esprime la propria riconoscenza all'autore dicendosi indeciso sul futuro della serie animata, per la quale era già in programma una pausa per il 16 ottobre, ma attualmente un nuovo episodio è previsto per quella data.
Crayon Shin-chan è iniziato come manga nel 1990. La commedia per ragazzi è movimentata dal piccolo Shinnosuke Nohara, meglio noto come Shin-chan, combina guai di professione quotidianamente alle prese con i genitori, compagni di classe e corpo scolastico. La serie animata prodotta da
Shin'ei Doga, che conta oltre 680 episodi, è trasmessa ancora oggi su
TV Asahi dall'aprile del 1992, piazzandosi regolarmente sul podio degli anime più visti in Giappone ogni settimana. In Italia l'anime è stato proposto sui canali
Mediaset Italia 1,
Boing, e
Hiro e sul satellitare
Cartoon Network.
Il manga, giunto a 49 volumi, è tuttora inedito in Italia, se escludiamo la fugace apparizione di alcuni capitoli nel numero 8 e 9 della prima serie della rivista
Man-ga! edita da
Panini Comics e redatta dallo staff di
Yamato Video.
Fonte:
www.animeclick.it/notizia.php
Non ci sono parole per descrivere tutto questo.
domenica, 30 agosto 2009
Ok, questo è un discorso che volevo fare da tanto tempo.
Spesso sento dire delle cretinate infinite su conto del manga; sento spesso dire: "Il manga è solo per i Giapponesi","Gli italiani non sono all'altezza", "Di manga giapponesi ce ne sono troppi, tu non sei nulla in confronto a tutta la produzione giapponese, chi ti cagherebbe?".
Ok, andiamo per punti:
Il manga è solo per i Giapponesi
E perché, di grazia?
Perché parla della cultura Giapponese, perché solo i giapponesi possono narrare come in un manga, mi risponderanno alcuni.
E chi l'ha detto?! I manga possono parlare di qualsiasi cosa. Di gente americana, francese, neozelandese, italiana...Perché non dovrebbe parlare di questo? Boh, lo chiedo a voi.
Perché i Giapponesi, solo loro, possono narrare come in un manga? E dove sta scritto? Occhei, magari la loro cultura è loro, ma come ho già detto, io posso anche parlare del mio mondo, dei modi di pensare, parlare agire della mia di cultura, nessuno me lo vieta.
Gli italiani non sono all'altezza
Dipende da quali italiani tu hai visto.
Certo, se parliamo dei wannabe che scopiazzano Naruto e si definiscono mangaka solo per questo, concordo con te. Senza offesa per loro, ma copiando e basta non si arriva da nessuna parte, sia nel campo del manga, sia nei comics, che bonelliani e tutto quello che ti pare.
Ci sono tanti altri autori che sono totalmente invisibili perché non desiderano visibilità oppure nessuno sa di loro, ma ti assicuro che sono bravi. Hanno uno stile loro, tematiche loro e sono bravi, bravi ti dico.
Di manga giapponesi ce ne sono troppi, tu non sei nulla in confronto a tutta la produzione giapponese, chi ti cagherebbe?
Beh, qua concordo con te, ma in parte.
Se punti al Giappone, è vero, non ti cagherebbe nessuno: sei un gaijin e soprattutto ne hanno tanti di autori di là, che se ne fanno di un gaijin lo sai solo tu.(purtroppo son fatti così ad eccezione della nekonoashi, morning kodansha ed altre case editrici)
Ma se punti su uno stile occidentale, (e qua intendo stile di disegno, perché la narrazione dev'essere manga, o non è un manga, così per la regia. La tecnica puoi anche non rispettarla, fare una tavola a colori, se ti va; inchiostrare con i trattopen, a patto che tu sia capace di creare un buon segno, però) e punti su un mercato occidentale, puoi fare molto di più, fidati di me. La Francia di queste cose è molto interessata.
E poi al mercato occidentale farebbe più gola un fumetto senza dover incappare nelle traduzioni, che in uno da importare, tradurre, etc...
Detta questa semplice cosa, vorrei aggiungere che per me il manga non è altri che una corrente artistica, come il romanticismo, l'impressionismo, stilnovismo; vietarne la diffusione, anche solo mentalmente è stupido come le pubblicità delle suonerie di Italia1.
Copioincollo una discussione che ho aperto su disegnomanga.
Impara l'arte e mettila da parte
La chiusura mentale....
Lo so, è brutto, ci sono passata anche io. E neanche tanto tempo fa. Proprio qui, su questo forum.
Alcune persone mi hanno però fatto capire che sbagliavo e spero che io possa fare lo stesso con ognuno di voi; che siate 3 o 123 a leggere questo blog, non m'importa.
E' brutto anche sentirsi dire:
"I Manga sono un'accozzaglia di facce tutte uguali"
"I Manga sono fatti con lo stampino."
"I Manga sono roba da bambini o robe porno."
"I Manga sono giapponesi, perché ci rompono le scatole anche qui?"
Vi sarà capitato, immagino.
Dà fastidio, non lo nego.
Però vi invito a riflettere: (e siamo a 1)
Voi cosa fate con gli altri tipi di fumetti? O perché no, con gli altri tipi di arte?
Siete di quelli che tollerano ogni cosa? Oppure siete di quelli che odiano tutto ciò che non sia manga?
Che siate l'uno o l'altro, sappiate una cosa: tutto è importante.
Tutta l'arte può influenzare il vostro lavoro positivamente, sia che si parli di comics marvel, che di cubismo.
Non dovete odiare o semplicemente tollerare, dovete AMARE.
Ok, sembro una dittatrice figlia dei fiori. XD
Quello che vi voglio dire è che quando uno è un artista, ama l'arte, in qualsiasi sua forma. Se per voi non è così, non siete sbagliati, semplicemente dovete allargare le vedute.
Spesso sento dire:
"I fumetti italiani e americani fanno pena, i giapponesi sono meglio."
"Devo dire che odio con tutta me stessa i fumetti italiani"
Beh, anche questo è sbagliato.
Prima di tutto potreste seguire un consiglio molto saggio che forse tutti conoscete: "Non fare agli altri quello che non vorresti sia fatto a te".
Se vi dà fastidio che qualcuno parli male del manga, dicendo assurdità fuori dal comune, voi non fate lo stesso.
Informatevi, prima di dire che una cosa non vi piace.
Nemmeno io vado matta per i supereroistici in generale, ma ho i miei motivi per dirlo. Non mi comunicano la stessa cosa dei manga, non mi piace il tratto.
Queste cose sono normali da dire: sono gusti.
Tuttavia ogni cosa ha i suoi lati positivi e negativi. Nei fumetti supereroistici mi piace molto il colore. Cosa mi vieta di prenderne degli insegnamenti? Forse perché faccio manga?
E qua si cade nella seconda considerazione.
Cos'è il manga
Quando si parla di manga, si parla di un fumetto, come molti dicono. Non cambia nulla da marvel o produzione jpop.
Ma qua ci fermiamo al concetto di fumetto in sé. E' esatto dire che il manga è una parola giapponese per dire "fumetto", ma non è esatto dire che tutti i fumetti sono la stessa cosa.
Anzi, è sbagliatissimo.
Finché ci fermiamo al concetto di pari oggetto-pari diritto, fin qui concordo con voi. In Giappone per forza di cose un fumetto è detto manga, è scritto nel dizionario. Invece in Occidente il manga è un fumetto con certe caratteristiche, sviluppatosi in Giappone.
I tipi di fumetti hanno tutti pari diritto di essere considerati correnti artistiche; un marvel ha gli stessi diritti di un manga si essere prodotto in Italia, chi pensa il contrario o è un bugiardo contraddittorio, o è uno stupido.
Detto questo, bisogna considerare che il Marvel ed il Manga sono correnti artistiche diverse, come lo erano l'impressionismo o il cubismo.
Erano sì pittura, ma erano diversi, avevano le loro caratteristiche.
Ergo, manga e marvel hanno i loro pregi e difetti. Si differenziano per caratteristiche stilistiche, non per cosa è meglio cosa è peggio.
Lasciate perdere wikipedia. L'ho visto io e non è aggiornato da persone che se ne intendono se non perché li leggono, altrimenti non ci sarebbe scritto che il manga è tutto occhioni e ninja lottatori.
Un manga è un manga non perché è fatto in Giappone, non perché PARLA del Giappone.
Il manga è un manga perché racconta le cose in una certa maniera, con un certo ritmo di tempo, come se fosse un genere musicale, non perché è disegnato con uno stile specifico.
Ogni stile di fumetto ha un suo tempo, se volete, potete trovarli voi.
Queste cose non le dico io o altre tre persone del sito, come forse tutti hanno creduto nella mia precedente discussione; è una cosa che viene detta da maestri di manga, da tutta la redazione della Morning Kodansha e dalle tutors, chiedere per credere.
La redazione e Midori-san sono di parte, credo che se non hanno ragione loro, non ce l'ha nessuno.
Detto questo, bisogna dire che il manga in italia non solo può esserci, ma DEVE esserci, altrimenti è una questione di razzismo artistico <--nuova parola asd.
Ma ora passiamo al tema della discussione...
SOLO LE SCIMMIE SCIMMIOTTANO
Con questo intendo dire che nonostante io sia favorevole al manga in Italia, vorrei dire anche che molti sbagliano su questo punto.
Giovani e novelli disegnatori leggono solo manga, perchè cresciuti con questa influenza.
Guardano i manga più di moda e forse solo questi; è proprio qua che sbagliano. Ne esistono tanti di manga, e sono anche meglio di quello che passa alla tv, ma guarda un po'!
Ci ricolleghiamo al punto uno: impara l'arte e mettila da parte.
Mettete tutto quello che conoscete in ciò che fate, non seguite alla lettera tutto quello che riguarda il manga, anzi, tenetelo stretto, però metteteci tutto quello che già sapete.
Non emulate il manga giapponese, ce ne sono tanti...non appare come nulla di nuovo nè a voi, nè a chi vi legge;
Che significa?
Significa che quello che faremo noi se sarà manga effettivo, non interesserà a nessuno, se volete pubblicare qui.
Se pubblicherete in Giappone allora sì, ma non ve lo consiglio, è una grande perdita di tempo, c'è troppa concorrenza.
Non voglio distruggervi un sogno, ma pubblicare in Giappone è DIFFICILE. Il lavoro che sta dietro alle redazioni giapponesi non è adatto a un italiano, per di più molti, siccome siete Gaijin, ovvero stranieri, vi fanno sgobbare anche di più.
Ragazzi il mondo del lavoro non è una cappellata, è una cosa seria.
Bisogna inseguire i propri sogni, ma con moderazione. Bisogna valutare cosa è fattibile e cosa no. Nella vita un sogno è fattibile in parte, mai completamente...a meno che siate persone dai desideri semplici, ma in questo caso non è così.
Riuscire a pubblicare fumetti è un sogno che richiede molto culo, sia nel senso della fortuna che di lavoro straziante.
Se emulate il manga giapponese tutto questo si fermerà solo alle riviste online.
Non vi dico di disegnare Bonelli o Disney, per l'amor di Dio, non fatevi venire strane idee contro di me.(ehsì, perché in quella community la bonelli o la marvel sono come la peste)
Vi dico di trovarvi uno stile di disegno vostro, VOSTRO.
Mischiateci dentro quello che avete imparato all'artistico, o chessoio; se il naso in stile shojo non vi piace, non fatelo così solo perché voi state facendo manga, disegnatelo come piace a voi.
Se non vi piacciono gli occhi enormi, non fateli così solo perché lo dicono i manuali(che tra l'altro sono per disegnatori giapponesi, che poi siano tradotti è un'altra storia), fateli come piacciono a voi.
Non imitate lo stile della Tanemura(questa è uan cosa che detesto...lo stile è il suo, la gente deve finirla di usare stili non propri) o quello di Kaori Yuki.
Non imitate in tutto per tutto Naruto e Death Note.
Questo è SCIMMIOTTARE.
E solo le scimmie imitano.
Siamo quasi giunti al fine...
Vi ho fatto questo papiro solo ed unicamente per dirvi che abbiamo tutti bisogno che il manga venga valorizzato in Italia, ma che non sia uno squallido tentativo di imitazione, bensì un manga unico, personale, tanto interessante da essere seguito anche in Giappone, quanto manga effettivo.
Io sogno un'Italia dove l'arte ritorni a splendere...è un'utopia vistoi tempi che corrono, ma se vogliamo che succeda, dobbiamo darci da fare.
Impegnatevi in tutto quello che fate, seguite i consigli di chi vuole offrirveli e non denigrateli come fossero spazzatura...
Detto questo, vi saluto.
THINK AGAIN.
lunedì, 10 agosto 2009
Ok, amo ufficialmente questo portrait.
Jack!

Il piccolo Jack dallo sguardo vuoto. Diventerò Necrofila solo per lui.
Eqquesto è il protagonista del MICC. Devo realizzare tutti i portrait degli altri, ma lui ho voluto colorarlo.^.^
E' nato grazie ad una foto in un sito di parrucchieri; ho visto quel modello e subito ho pensato che dovesse essere Jack, quindi mi sono ispirata a lui, dovrebbe esserne fiero il modellozzo.
Adoro la sua mascella bassa alla Klark Kent ed il taglio degli occhi.
Mitticco.
Mi hanno detto che sembra
Frankestein in versiona figa, sinceramente non ci avevo mai pensato, però, se non fosse per la lanternozza che gli spunta di notte e se non fosse che si chiama
Jack 'O Lantern, probabilmente ci andava anche bene.
Vorrà dire che farò la necrofila anche per Frankestein.
Ho scoperto che se sostituisco gli ideogrammi del mio nome:
自然ã®ãªã‚Š, che significa
shishitsu no nari, che significa "
suono della natura" oppure "
la naturale", se scambio i primi due ideogrammi con questi:
四室 e quindi:
四室ã®ãªã‚Š diventa "
Le quattro camere", da qui il nome del blog.
°.°
Il giapponese è una lingua difficilissima...è enorme la quantità di parole che esistono, non so come facciano...
Narrato dall'ormai orfana: NariShishitsu alle ore 17:29 |
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lunedì, 10 agosto 2009
Oggi ho avuto una crisi di identità...una specie...
Beh apparte quella di credere di essere Guybrush Threepwood ed una cantante della malora di nome Berslerfa nello stesso momento, ho anche ripensato su quale storia mandare al MICC, Morning International Comics Competition, una delle più prestigiose mete di un fumettista alla giapponese e non.
Dovendo stare in un massimo di 50 pagine è difficile dover tagliare parti in eccesso... ç.ç
Così ho deciso di mandare una spin-off della storia, ovvero un flashback oppure un background. Devo solo decidere quale.... ç.ç
Poi....nella storia ci sarà anche la cara e vecchia Miss L, una mia compagnia di lavoro...grandissima.
C'è anche il suo ragazzo...ma non lo sa...o forse si...il punto è che non ha risposto al messaggio, per cui boh.
per il momento posto uno schizzetto del personaggio ispirato a lei: Rosen.
Fa la cameriera in un ristorante cinese nella periferia di Venezia, una Venezia molto particolare ambientata in un 1700 futuristico. Non è un personaggio principale, anzi è come dire...una comparsa...anche se piuttosto importante.
Ciao picciottaaaa! >.<